Museo Riva del Garda

piazza C. Battisti, 3/A - 38066 Riva del Garda
Tel. +39 0464.573869 Fax +39 0464.573868
www.comune.rivadelgarda.tn.it

La Pinacoteca
Testimonianze figurative dal territorio tra XIV e XIX secolo

Il percorso, curato da Marina Botteri e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storico-artistici, arricchito da ulteriori acquisizioni, prestiti e depositi, illustra secolo dopo secolo l’evolversi della cultura figurativa in area gardesana, documentandone la peculiarità, dovuta alle molteplici influenze derivanti dalla particolare collocazione geografica, quale terra di confine.
ultima cenaCosì gli itinerari si svolgono dall’epoca gotica, testimoniata dai preziosi affreschi provenienti dal Municipio di Riva del Garda e dalla suggestiva edicola di Rigino di Enrico, all’età rinascimentale che vede il fiorire delle corti di Nicolò d’Arco ad Arco e di Bernardo Clesio nella Rocca di Riva, con la presenza del misterioso Monogrammista FV (notizie 1530 - 1532) e dello scultore Maffeo Olivieri (1484 - 1543), per giungere, attraverso le inquietudini della Controriforma, testimoniate dal grande dipinto di Elia Naurizio (1598 - 1657) raffigurante l’Allegoria della Chiesa Trionfante, all’epoca barocca che vede a Riva del Garda la presenza di uno dei maggiori esponenti della pittura seicentesca italiana il lucchese Pietro Ricchi, impegnato nella decorazione del Santuario dell’Inviolata. Il Neoclassicismo viene rappresentato in Pinacoteca dalle opere del maggiore esponente trentino, il rivano Giuseppe Craffonara (1790 - 1837), mentre l’epoca romantica vede fiorire il collezionismo del poeta Andrea Maffei (1798 - 1885), al quale appartennero importanti opere di Francesco Hayez, Vincenzo Vela, Giuseppe Canella, ora ammirabili in Pinacoteca.
Uno spazio particolare viene riservato alla visione del paesaggio gardesano attraverso mappe topografiche, ma soprattutto attraverso disegni e dipinti di grande suggestione che documentano l’evolversi dell’immagine, dalla descrizione analitica settecentesca ad un’interpretazione ormai pienamente romantica del lago e dei suoi dintorni.
L'allestimento prevede delle installazioni video volte a documentare alcune espressioni artistiche significative presenti sul territorio, come i cicli pittorici conservati nelle Chiese di San Martino e Sant’Anpollinare ad Arco di epoca gotica, e quello della Chiesa di San Rocco a Caneve per il periodo rinascimentale.
Il patrimonio che costituisce la collezione d’arte del Museo, arricchito nel corso degli anni con fondi di donazione e acquisizione, quali Maganzini, Pizzini, Zaniboni e le anfore del Garda, verranno valorizzati periodocamente nell’ambito di approfondimenti tematici, allestiti negli spazi destinati alle mostre temporanee.

Archeologia dell'Alto Garda
Completamento del percorso espositivo

La sezione del Museo, aperta con un nuovo allestimento nel 2003 realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, è quest’anno al centro di una serie di interventi che hanno mirato a dar conto dei più recenti ritrovamenti e della ricchezza e bellezza del territorio, dei reperti.
Il primo passo degli interventi riguarda l’inserimento, accanto alle altre, dell’ultima statua stele rinvenuta, Arco VIII, che sembra ormai ribadire, se ve ne fosse bisogno, la riconosciuta centralità dell’Alto Garda come importante centro cultuale durante il Neolitico. Il secondo polo di attenzione riguarda la sezione romana, con la documentazione degli scavi di viale Pilati, che hanno restituito i resti di un edificio termale. Nella sezione un modello plastico riproporrà la struttura architettonica rinvenuta, permettendo di comprendere meglio la sua collocazione nel territorio e l’organizzazione degli spazi in cui l’edificio era suddiviso.
La scoperta, avvenuta durante la campagna di scavo del 2006, ha contribuito a restituire una nuova visione dell’abitato urbano in età romana e questo è sicuramente un passo significativo per comprendere e valorizzare l’importante reperto della vasca romana, già precedentemente conservato nella sezione del Museo.
Uno spazio particolare nell’allestimento è stato riservato alla narrazione, con l’inserimento di punti video, in cui sono state presentate le interviste rilasciate dagli archeologi coinvolti direttamente nelle campagne di scavo.
Gli interventi, accompagnati da immagini dei reperti e vedute del territorio, permettono la comprensione della storia più antica, dalle primissime interazioni fra i gruppi umani neanderthaliani fino alle fasi conclusive della romanità alle soglie del Medioevo.
Le interviste, tradotte nelle tre lingue principali, mettono a diretto contatto chi opera nella ricerca e nella tutela e valorizzazione degli scavi, con il variegato pubblico che ogni anno frequenta il museo. Le riprese sono anche un’occasione per godere della bellezza dell’ambiente naturale che ci circonda: due video realizzati con riprese aeree restituiranno da angolature insolite la suggestione del territorio gardesano nel suo complesso. All’ingresso si colgono gli ambienti naturali di insediamento più antico, mentre un video su fortificazioni medievali e moderne presenti nell’Alto Garda introduce il visitatore alla sezione di storia.

Il Lago, Gli uomini, I tempi
Territorio e Storia

La sezione ospitata nel sottotetto della Rocca è dedicata alla storia del Basso Sarca a partire dalla fine del Medioevo fino agli eventi della II Guerra Mondiale. Il percorso si apre con una sala dove mappe, vedute dedicate alle vie di commercio e planimetrie dei centri abitati, testimoniano le vicende storiche più significative nel Sommolago presentando le comunità altogardesane che abitarono il territorio tra la fine del Medioevo e il XVII secolo.
A partire dal X secolo fino al XV si assiste alla costruzione di numerose strutture fortificatorie e difensive in posizioni tali da consentire un efficace controllo del territorio e delle sue vie di comunicazione. Tra queste il castello di Arco, la Rocca di Riva del Garda, il castello di Tenno, quello di Drena, il Bastione di Riva e Castel Penede a Nago.
Particolare attenzione è riservata alla dinastia dei Madruzzo, imparentata con la grande aristocrazia italiana ed europea, che possedeva a Riva numerosi edifici, aveva scelto fra le proprie residenze predilette la stessa Rocca e nel 1603 finanziò la realizzazione della Chiesa dell’Inviolata, prezioso esempio d’arte barocca nel territorio.
Un primo approfondimento tematico nel percorso è dedicato alle vie di comunicazione e percorrenza e al fiorente turismo di fine Ottocento.
La ferrovia MAR (Mori – Arco – Riva) venne inaugurata il 28 gennaio 1891, dopo solo 11 mesi di lavoro, e con un percorso di 24 chilometri ricoperto in un’ora e 30 minuti, congiungeva Mori stazione con Riva del Garda. La ferrovia, sorta per promuovere l’economia dell’Alto Garda, era anche importante per le esigenze logistiche della strategica piazzaforte di Riva del Garda e dei suoi forti negli anni immediatamente precedenti il primo conflitto mondiale. La linea ferroviaria fu dismessa nel 1936 e sostituita con i servizi automobilistici.
Il clima particolare del territorio altogardesano, la presenza di una flora già mediterranea e il carattere tipicamente italiano dei suoiarmani centri, furono i motivi per cui, alla fine dell’Ottocento, Arco e Riva furono annoverati tra i più apprezzati luoghi di soggiorno e di cura della Mitteleuropa. Arco, la cui crescita fu incrementata dall’arciduca Alberto d’Asburgo, cugino dell’imperatore Francesco Giuseppe, divenne un centro di cura invernale. Sorsero ville e alberghi dove soggiornarono membri della corte di Vienna, la famiglia dei granduchi di Toscana, l’ultimo re di Napoli Francesco II ed altri nobili esponenti. A Riva la presenza del lago determinò la costruzione di stabilimenti balneari e di moderni hotel, mentre i medici Von Hartungen nei loro stabilimenti di cura offrivano terapie omeopatiche e naturali, richiamando anche famosi intellettuali, come Heinrich e Thomas Mann, i fratelli Brod, Franz Kafka.
La sezione prosegue presentando squarci dell’Ottocento, in modo particolare la situazione apertasi nel 1866 quando l’Alto Garda divenne terra di confine con il Regno d’Italia e l’autorità austriaca si trovò ad intensificare il controllo politico e a rafforzare la presenza militare mediante l’edificazione di forti e caserme.
La zona dell’Alto Garda presenta, infatti, la caratteristica unica di possedere sul territorio tutte le tipologie di fortificazioni permanenti costruite dall’Impero austroungarico tra la metà dell’800 e il 1918.
Basta qui ricordare le fortificazioni di San Nicolò e Nago, quella di Sant’Alessandro costruita nel 1881-2, forte Batteria di Mezzo del 1900, forte Garda del 1907 e forte Tombio del 1912. La Tagliata del Ponale, iniziata a costruire nel 1904, continuò ad essere ampliata anche durante la Grande Guerra fino al termine del conflitto. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento sempre più acceso fu infatti lo scontro tra le idee irredentiste, sostenute dai ceti più colti della popolazione, e la tradizionale fedeltà alla Casa d’Austria.
La storia del Novecento è testimoniata dalle due guerre mondiali e principalmente gli esiti che si determinarono in sede locale in campo politico ed amministrativo: l’evacuazione dei civili dalla Valle di Ledro e dalla piana del Sarca fino a Dro e Ceniga, internati nelle regioni dell’Impero, per lo più in Boemia e Moravia; l’annessione al Regno d’Italia; l’affermarsi del regime fascista e gli interventi strutturali realizzati a Riva da Giancarlo Maroni, nonché le costruzioni della Gardesana orientale, della Gardesana occidentale nel 1931 e del Porto di San Nicolò nel 1938; l’occupazione tedesca delle Province di Trento, Bolzano e Belluno con la creazione dell’Alpenvorland dopo l’8 settembre 1943.
La sezione si chiude con uno dei più importanti episodi della resistenza trentina, il 28 giugno 1944, giorno in cui i nazisti assassinarono undici partigiani e ne arrestarono diverse decine, e con materiale fotografico che illustra la liberazione di Riva, avvenuta il 30 aprile 1945, ad opera dei partigiani e dei cittadini poco prima dell’arrivo degli alleati in città.

CONVENZIONI:

INGRESSO RIDOTTO

ORARI DI APERTURA:
Apertura sale espositive
dal 1 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010 10.00 - 17.00 Chiuso il lunedì ad eccezione di lunedì 7 dicembre, aperto. Chiuso nei giorni festivi: 24, 25, 26, 27 dicembre e 1 gennaio.