Prodotti tipici
TARTUFI Umbri le perle dei boschi.

Nell' immaginario collettivo quando si pensa al tartufo subito in noi pensiamo ai tartufi bianchi o al tartufo nero pregiato, ma in Umbria esistono almeno altre sette-otto specie di tartufi i quali esaltano la cucina umbra, e tutti gli appassionati di questa delizia, durante tutto il periodo dell'anno.
L'Umbria, è un'immensa tartufaia con il suo dolce paesaggio collinare di cui il bosco costituisce una parte predominante.
Questa terra magnifica, il polmone dell'Italia, contrappone la sapidità del rugoso tartufo nero, all'inconfondibile profumo dell'aristocratico tartufo bianco i quali vanno ad aggiungersi, insieme a tutta una serie di tartufi di "media stagione", alla fragranza dello Scorzone estivo.
I tartufi posso essere raccolti soltanto in alcuni periodi dell'anno con l'aiuto dei cani, animali addestrati alla ricerca del prezioso frutto, per evitare inutili buche le quali potrebbero compromettere il prezioso tartufo.
Il tartufo va degustato e di conseguenza estratto nella perfetta fase di maturazione, il frutto acerbo è completamente privo di profumo.
Il tartufo nero pregiato umbro è la qualità prevalente. Si raccoglie, da novembre a marzo, la sua area geografica comprende i territori che fiancheggiano il corso del Nera, del Corno e del Sordo, le mezze coste delle montagne spoletine, i monti martani, i monti di Trevi e il Subasio. Non ha una grandezza definita, varia da una noce fino ad arrivare ad una arancia, si trova ad una altitudine che anch essa varia dai 250 ai 1000 metri di altitudine. La buccia o scorza è nerastra o direttamente nera e rugosa. La sua polpa è di colore nero-violaceo, attraversata da sottili vene di colore bianco che ai lati prendono colorazioni bruno-rosseggianti.
Il tartufo bianco è ancor più raro e pregiato. La zona di produzione è individuata nell'alta Valle del Tevere, nell'Eugubino Gualdese e nell'Orvietano. Si raccoglie da ottobre sino a tutto dicembre, soltanto in alcune zone con particolari caratteristiche si riesce a trovare fino al mese di gennaio, ad una profondità maggiore rispetto agli altri tartufi. Di solito predilige crescere ai piedi di alcune piante : il pioppo, il salice, l'albanella, pur vivendo in simbiosi con altre piante quali la quercia, il cerro e il carpino.
Il fascino del tartufo bianco è dato da diversi fattori, sicuramente unici: il profumo acuto, inconfondibile e assoluto, la grandezza e la forma, che deve essere la più regolare e arrotondata possibile, il sapore unico che si esprime al meglio servito crudo al naturale. La grandezza può variare da quella di una piccola noce a quella di un grosso arancio e si presenta in forma subsferica variamente arrotondata con corni emergenti. La sua polpa ha colore che va dal nocciola al marrone scuro a seconda del grado di maturazione, in alcuni casi, quando la pianta con la quale vive in simbiosi è un tiglio o una quercia, essa è rosa, tendente al rosso vinaccio. Il tartufo bianco va servito a fettine sottilissime.
A ferragosto la terra umbra offre il gustoso e saporito, Scorzone.


